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SUMMARY:Serrone - "Domenica delle Palme e della Passione del Signore"
DESCRIPTION:In occasione della Domenica delle Palme la Parrocchia Sacro Cuore di Gesù celebra:\n\nOre 09.00 Chiesa di San Quirico\n- Santa messa con benedizione dei rami di olivo e di palma\n\nOre 10.30 Piazza Pais\n- Commemorazione dell'ingresso del Signore in Gerusalemme\n- Benedizione dei rami di olivo e di palma e processione fino alla Chiesa del Sacro Cuore\, cui\nseguirà la Santa Messa.
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LOCATION:Serrone\, Frosinone\, 03010\, Italia
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SUMMARY:GIORNATE FAI DI PRIMAVERA
DESCRIPTION:Grazie al FAI\, il Fondo Ambiente Italiano\, nelle giornate del 24 e 25 marzo alcuni dei luoghi più belli del nostro Paese\, solitamente inaccessibili\, apriranno le loro porte al pubblico.\n\nIn particolare a Boville Ernica (Frosinone) sarà possibile visitare i seguenti luoghi:\nMONASTERO SAN GIOVANNI BATTISTA - PALAZZO FILONARDI\nÈ il più grande complesso architettonico del borgo. Fu eretto per la villeggiatura della corte pontificia dal cardinale Ennio Filonardi\, che nel 1532 lo dedicò al suo benefattore Paolo III. La pulizia e la grazia dell’ornato del portale d’accesso richiama lo stile della scuola “dei Sangallo”\, tuttavia la tradizione attribuisce il portale e la risistemazione di tutto il palazzo al grande architetto rinascimentale Vignola. La famiglia Filonardi lo abitò fino agli inizi dell’800\, quando passò alla Propaganda Fide\, poi alla Famiglia Aliprandi. Nel 1915 vi si trasferirono le monache benedettine di clausura. Notevoli sono gli ambienti della biblioteca e del salone di rappresentanza. Il pavimento in cotto reca incise le insegne del giglio e della quercia\, simboli delle famiglie Farnese e Della Rovere\, protettrici del cardinale. L’attività del ricamo è antichissima e preziosa per questo monastero\, nonché ancor oggi una delle normali fonti di sostentamento per la comunità.\n\nORARIO\nDomenica: 00:00 - 00:00 - 15:30 - 17:30\n\n \nCHIESA DI SANTO STEFANO\nSi ha notizia che una chiesa dedicata al protomartire della cristianità fosse già esistente nel XIII sec. in centro. Fu sede di parrocchia solo sino alla fine del ‘500\, fu poi sede di Confraternite. Nel 600 venne ricostruita con piantato a croce greca asimmetrica e gli antichi affreschi sostituiti da una pregevole quadreria. Gli altari ci tramandano la generosità dei loro antichi patroni: lo splendido altare maggiore in marmo locale conserva gli stemmi della famiglia Marziale. Sugli altari laterali due tele seicentesche: la Lapidazione di Stefano e S. Giovanni Evangelista. In presbiterio si possono ammirare S. Nicola di Bari e S. Antonio Abate. Nel braccio più lungo della croce greca una serie di cinque tele di un anonimo paesista romano del 600\, con in primo piano di S. Onofrio\, La Veronica\, S. Girolamo\, S. Maria Maddalena e Gesù nell’orto degli ulivi. Il campanile della chiesa corrisponde ad una delle torri circolari della prima cerchia muraria che giungono fino a S. Maria.\n\nORARIO\nDomenica: 09:00 - 13:00 - 15:00 - 17:00\n\n \nCOLLEGGIATA DI SAN MICHELE ARCANGELO\nSorta con il centro storico intorno al X sec. è la sede parrocchiale più antica del Comune. Interamente ricostruita nella II metà del XVI sec. per opera dei “mastri comacini”\, fu ingrandita e girata di 90°. Riutilizzando una parete del vecchio edificio (l’attuale abside) venne impostata a croce latina con tre navi\, transetto e cappelle laterali. A fine del 700 subì un radicale restauro. La facciata fu disegnata dal Subleyràs. Nel 1816 un’apertura interna la rese corpo unico con la chiesa di S. Sebastiano\, proprietà dei Filonardi. Conserva una preziosa quadreria con opere del Cavalier D’Arpino\, T. Maria Conca\, Scipione Pulzone e cerchia del Trevisani. Interessanti le sculture nella cappella De Angelis (Pincellotti?) e il cenotafio cinquecentesco del cardinale Filonardi. Con i restauri del 700 l’organo a canne\, già ubicato in uno dei coretti del presbiterio\, fu sistemato sulla cantoria della controfacciata. La meridiana sulla facciata della chiesa di S. Sebastiano fu aggiunta nel 1748.\n\nORARIO\nDomenica: 09:00 - 13:00 - 15:00 - 17:00\n\n \nCHIESA DI SAN PIETRO ISPANO\nÈ un vero scrigno di opere d’arte. Fu costruita nel luogo dove dimorò l’eremita giunto dalla Spagna. La grotta del santo si trova ancora nelle sue forme originali nella cripta sotto il transetto. La prima costruzione risale al X o XI secolo\, è menzionata in una bolla di papa Onorio II del 1125. Nel 1450 era già abbazia. Nella cappella fatta costruire da Mons. G. Battista Simoncelli\, protonotario apostolico di Paolo V Borghese\, furono trasferite e inglobate alcune opere d’arte provenienti dallo smantellamento di monumenti funebri dell’antica San Pietro\, tra cui alcune sculture attribuite ad Andrea Bregno o alla sua ristretta cerchia. Tra gli altri reperti\, una croce altomedievale in porfido e il celebrato tondo dell’angelo di Giotto\, proveniente con ogni probabilità dalla demolizione della Navicella musiva nell’atrio della basilica vaticana. Di notevole interesse il sarcofago paleocristiano (330-350 d.C.)\, il cui racconto iconografico ispira interessanti dibattiti.\n\nORARIO\nDomenica: 09:00 - 13:00 - 15:00 - 17:00\n\n \nPALAZZO SIMONCELLI – CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA\nUno splendido esempio di palazzo gentilizio dei primi decenni del 600. Fu fatto costruire\, insieme all’annessa chiesa di S. Giovanni Battista\, da mons. Simoncelli. La costruzione si svolge attorno a un cortile porticato con volte a crociera\, la facciata è scandita in tre ordini. Sul portale d’ingresso lo stemma con l’aquila ed il drago di Paolo V Borghese\, a cui il Simoncelli dedicò il palazzo\, con incise le parole “Sub umbra alarum tuarum”. L’edificio\, oggi sede comunale\, fu per tre secoli monastero delle suore benedettine fino al trasferimento presso palazzo Filonardi nel 1915. La chiesa ha un bel prospetto in tufo. L’interno è a una sola navata\, sul grande arco dietro l’altare maggiore si nota l’affresco con il “Battesimo di Gesù”\, attribuito al Domenichino. La controfacciata ospita una tribuna lignea finemente intagliata di metà ’800. Quando la proprietà passò al comune fu utilizzata prima come magazzino\, successivamente adibita a biblioteca attualmente a sala consiliare.\n\nORARIO\nDomenica: 09:00 - 13:00 - 15:00 - 17:00\n\n \nCINTA MURARIA E PASSEGGIATA PANORAMICA\nNel IX secolo gli insediamenti di fondovalle erano oggetto di distruzioni a seguito delle incursioni dei Saraceni e degli Ungari. Le popolazioni furono costrette a fondare nuovi abitati in luoghi più facilmente difendibili\, dotandoli di apprestamenti quali alte mura e torrette di avvistamento. L’abitato di Boville ebbe inizialmente dimensioni modeste e la prima fortificazione fu ben presto ricompresa nel tessuto urbano\, ne restano a testimonianza alcune torri inglobate nelle abitazioni o trasformate in campanili\, come per la chiesa di Santo Stefano. La cinta muraria\, perfettamente conservata\, è scandita diciotto torri di forme diverse\, in quanto prodotto di fasi successive di interventi urbani. Nelle mura si aprono tre accessi: porta S. Nicola\, risistemata dall’architetto G. Subleyras (1745-1819)\, porta S. Maria e porta S. Francesco munita anch’essa di un torrione quadrato. Il borgo ha uno dei più ampi panorami della Ciociaria: domina le vallate del fiume Liri\, del Sacco e del Cosa.\n\nORARIO\nDomenica: 09:00 - 13:00 - 15:00 - 17:00\n\n \nEX CHIESA DI SAN FRANCESCO. MUSEO CIVICO\nLa chiesa era annessa al vicino convento di San Francesco. I frati conventuali arrivarono a Boville nel 1377 e vi restarono fino al 1927. Il complesso fu alienato alla famiglia Benedetti-Aloisi\, che cedette poi la chiesa al comune negli anni ‘70. L’edificio cultuale oggi si presenta come un singolare palinsesto di opere d’arte: è ad aula unica coperta da un pregevole soffitto a cassettoni. Ospita tre altari del ‘700\, decorati in stucco. I restauri hanno portato in luce frammenti di affreschi. Sulla parete destra la vergine con bambino di XII-XIII sec. è attribuito alla scuola bizantina. Nella parete sinistra il ciclo pittorico con storie di santi è riconducibile a un artista della cerchia giottesca. Tra le altre opere un organo mobile del ‘600\, un paliotto d’altare in argento con le insegne dell’ordine e arabeschi su fondo di velluto. Di epoca romana una macina di “tipo pompeiano” e una testa femminile del III sec. d.c.\, il cui restauro ha fatto riemergere la pregevolissima fattura.\n\nORARIO\nDomenica: 09:00 - 13:00 - 15:00 - 17:00\n\n \n\nAttenzione: in caso di grande affluenza gli ingressi potrebbero essere sospesi prima dell’orario di chiusura indicato\n\nContributo suggerito a partire da: € 3\,00
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